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Scott Lynch
Gli Inganni di Locke Lamora |
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Dicono che Locke Lamora non abbia rivali nei duelli. Dicono che sia alto, prestante e fascinoso. Dicono che la sua missione sia di rubare ai ricchi per dare ai poveri. Si sbagliano. |
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| Un ottimo romanzo, un'opera quasi perfetta per un esordiente. Una trama intricata ma sempre sotto stretto controllo dell'autore, un susseguirsi di sorprese ma guidate da una logica stringente. Un linguaggio esuberante ma senza esagerazioni. Un mondo completo creato e reso concreto pagina dopo pagina, con personaggi che sono del tutto reali pur essendo evidentemente troppo inventati per essere realistici, ma sono molto veri nel loro mondo, di cui fanno parte completamente. Avevo avuto qualche dubbio se parlare di questo romanzo nella rubrica mensile dei romanzi consigliati, ma poi la prudenza ha preso il sopravvento. Perche' e' un romanzo divertente, molto ben scritto, in cui il mondo fantastico dove la vicenda si svolge e' costruito con molta accuratezza ed i personaggi sono persone. Qualcuno lo ha comparato con Perdido Street Station, il romanzo d'esordio di Mieville, per la vivacita' e la credibilita' del mondo che crea e per l'ambientazione ricalcata, con tutta li differenza che le rispettive inventive hanno potuto creare, su realta' storiche abbastanza definite: la Londra dickensiana nel caso di Mieville e la Venezia rinascimentale per Lynch. Anche se in realta' io vedo molta della stessa Londra in ampie parti del romanzo di Lynch, perche' e' un'ambientazione particolarmente evocativa, e nello stesso tempo credo che Mieville sia molto piu' creativo di quello che viene normalmente ritenuto anche nella sua ambientazione di base. Ed e' proprio questo paragone che mi impone un minimo di cautela. Per me Perdido Street Station e' ad un livello molto superiore non solo per l'inventiva che e' di una qualita' incomparabile, ma anche per il linguaggio, per il livello letterario. Temo dovro' assogettarmi alla fatica di leggere entrambi questi romanzi nella loro versione originale per verificare se in questo mio giudizio comparato non giochi troppo la qualita' della traduzione, ma per ora, ai miei occhi, c'e' una grossa differenza. Inoltre Locke Lamora e' un personaggio troppo accattivante fin dalle prime pagine. Si capisce che e' lui il protagonista assoluto, e dopo aver attraversato il romanzo passando per peripezie varie che lo ammaccano ma da cui sembra sempre risorgere intatto, si finisce la storia con il dubbio di chi lui sia in realta'. Punto di partenza ottimo per il seguito, gia' uscito nell'edizione originale, anche se con qualche giudizio meno positivo, ma che lascia alla fine la sensazione che tutto quello che e' stato narrato fin'ora possa avere altre spiegazioni. Sostanzialmente un personaggio tipico di un romanzo picaresco, un personaggio che si sa' a priori superera' tutte le prove che la narrazione gli pone davanti. Per cui ne parlo qui, dove presento semplicemente i romanzi che leggo, e lo presento in modo estremamente positivo. Ma essendo fondamentalmente parte di una storia piu' lunga, mi riservo ancora il giudizio finale. In ogni caso, per chi volesse sapere se l'acquisto, non proprio economico, ne valga la pena, devo confermare che e' una lettura estremamente divertente, e che le sorprese non mancano, anche se il (quasi) lieto fine e' forse scontato dal fatto di sapere che e' il primo romanzo di una serie. E della serie e' ora uscito il secondo capitolo: I Pirati dell'Oceano Rosso. |
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